Presepi a Treviso

Presso il Museo Diocesano di Treviso (in via Canoniche 9, dietro al Duomo di Treviso) fino al 13 gennaio 2019

presepi nel mondo al Museo Diocesano di Treviso
A cura di Abcveneto


La Tarvisium, Pro Loco di Treviso, tramite la significativa collaborazione di un proprio socio che ha girato il mondo, il signor Renato, ha raccolto più di duecento mini presepi da sessanta paesi differenti a testimonianza di come le diverse culture esprimano la medesima tradizione.

È stato quindi allestito presso il Museo Diocesano di Treviso (in via Canoniche 9, dietro al Duomo di Treviso) un percorso che si inserisce in quello del Museo stesso seguendo le differenti aree geografiche.

Fin dal III secolo la raffigurazione della natività e dell'adorazione dei Magi si è scoperta nelle catacombe di Roma. Più tardi, nel 1164, si dice che l'imperatore Federico Barbarossa abbia trasportato le spoglie dei Magi nel Duomo di Colonia. Poi noi conosciamo il primo Presepio Vivente realizzato da San Francesco a Greccio nel 1223.

Nel tempo la tradizione del Presepe si espresse con forme stilistiche e uso di materiali differenti secondo la provenienza geografica, i diversi periodi storici e i materiali tipici delle varie zone. In mostra: quello minimalista ed elegante Giapponese, quello degli Indiani d'America dove il bue e l'asino sono sostituiti dal bisonte e dall'orso; quello svedese alla Svezia con un presepe realizzato dentro una scatola di cerini...svedesi, quello polacco che ha le forme della Cattedrale di Cracovia con guglie e pinnacoli, archi a sesto acuto e cupole rotonde. Spesso, come in questo caso, il pinnacolo più alto è coronato dall'aquila della Polonia. Il tutto era costruito con stagnola. Nell'epoca del regime comunista però tale materiale era difficilmente reperibile, quindi i polacchi si ingegnarono anche con carta di cioccolata e altro materiale povero, purché lucido e scintillante. La natività si compone di tre parti: una superiore dove gli angeli annunciano il tanto atteso evento, una centrale dove viene rappresentata la grotta con il bue e l'asinello e una inferiore costituita da rappresentazioni di contadini polacchi insieme ai Re Magi.
In Russia il presepe è spesso rappresentato dalle matrioske, come nel caso della Mostra al Museo Diocesano.
Poi ci sono i presepi dell'Africa creati in gesso, avorio, creta e legni pregiati del posto quali l'ebano. Ovviamente le fisionomie dei personaggi si ispirano alla popolazione locale: i Magi assomigliano ai notabili locali e ai capovillaggio, gli animali sono quelli presenti nella savana, i pastori sono gli abitanti del posto che usano utensili tipici o suonano strumenti musicali, soprattutto a percussione.
Per quanto riguarda l'Asia, il primo evangelizzatore fu Magellano. Da lì, la rappresentazione della Natività, mantiene i tratti indigeni sia a livello somatico che nell'uso dei costumi e materiali del posto, come il bambù e la terracotta.

In mostra, i bambini saranno sicuramente attratti dai presepi andini, tutti colorati con la tipica cuffia di lana con le lunghe ali per coprire le orecchie, oppure con i cappelli rigidi che assomigliano alla bombetta inglese. Oppure quelli messicani con il tipico sombrero. Infine quelli del Perù che, essendo molto esteso, riflette la cultura del luogo attraverso i costumi caratteristici delle 3 regioni: Costa, striscia di territorio adiacente al mare, con clima caldo; la Sierra, regione che comprende la Cordillera de los Andes (montagne); la Selva, cioè l'Amazzonia peruviana.

La Mostra, programmata dall'1 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019 sarà prorogata fino a domenica 13 gennaio 2019.

Torna alla pagina precedente