LETTERATURA PER L'INFANZIA IN CHIAVE 'FOOD' ALICE, PINOCCHIO E I CLASSICI DEL XIX° SECOLO

Anna Gasperini è ricercatrice a Ca' Foscari con una prestigiosa borsa di studio 'Marie Curie' che consente a ricercatori esperti di spostarsi in Europa. La ricerca si chiama FED, "nutrito", ed è l'acronimo di Feeding, Educating, Dieting: a Transnational Approach to Nutrition Discourses in Children's Narratives (Britain and Italy, 1850-1900)

A cura di Abcveneto



VENEZIA – Anna Gasperini è esperta di letteratura popolare – inclusa quella per bambini – e storia della medicina. E' appena arrivata all'Università Ca' Foscari con una delle prestigiose fellowship intitolate a Marie Skłodowska-Curie.

Si occuperà del progetto FED, che in inglese vuol dire "nutrito" ed è l'acronimo di Feeding, Educating, Dieting: a Transnational Approach to Nutrition Discourses in Children's Narratives (Britain and Italy, 1850-1900), sotto la supervisione della professoressa Laura Tosi.

Dopo un dottorato in letteratura Vittoriana alla National University of Ireland, Galway (NUIG), a Venezia studierà il rapporto tra cibo e letteratura per l'infanzia attraverso un'analisi comparata transnazionale tra l'Inghilterra Vittoriana e l'Italia post-Risorgimentale.

Il principio teorico fondamentale che sostiene lo studio è che la letteratura per bambini sia veicolo di cultura, anche del cibo. A fine '800 la società comincia a prestare maggiore attenzione alle abitudini alimentari e ha bisogno di veicolare informazioni e consigli su cibo e salute (Artusi ha pubblicato il suo La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene nel 1891). Sotto la lente della studiosa ci sono titoli come Alice nel Paese delle Meraviglie, Le Avventure di Pinocchio, il Libro Cuore e il Piccolo Lord.

"Il modo in cui una società gestisce e discute della salute delle persone include una moltitudine di "discorsi", da dinamiche politiche, di potere, e di distribuzione delle informazioni, a questioni sociali e di genere. Studi recenti hanno dimostrato che la letteratura assorbe ed elabora questi temi e li fa circolare tra i lettori. Quindi, leggendo i testi letterari parallelamente ad altri tipi di testi come quotidiani, riviste, e fonti d'archivio, possiamo comprendere il ruolo della letteratura nella discussione sulla salute di una società, e quali scopi (politici, sociali o culturali) essa intendeva raggiungere o supportare".

"Comparerò narrative di mal/nutrizione, ossia immagini di personaggi che mangiano o digiunano in racconti per bambini italiani e inglesi tra il 1850 e il 1900. In questo periodo, tanto la Gran Bretagna, che era ormai un impero, quanto l'Italia, che invece era appena nata come nazione, stavano identificando l'infanzia come una categoria a sé con necessità specifiche in termini di educazione, salute, letteratura e nutrizione, e stavano iniziando ad affrontare la malnutrizione infantile come un problema nazionale. In più, sull'onda del Positivismo la scienza penetrò in campi domestici quali la cucina, mescolandoli col concetto nascente di "cultura nazionale", di cui il cibo è un aspetto importante. Esplorerò autori come Lewis Carroll, Frances Hodgson Burnett e Charles Dickens nell'area inglese, e Collodi, De Amicis e Capuana in Italia, assieme a testi non letterari. Il mio scopo è stabilire il ruolo della letteratura nella circolazione dei discorsi sulla corretta nutrizione infantile, mettendo in risalto questioni di salute, genere, e classe, in un momento cruciale per la formazione degli stati nazionali e in cui la nutrizione infantile cominciava a divenire una questione di carattere sia nazionale che scientifico".

"Accanto ai pudding indignati e ai cosciotti di montone immangiabili di Alice - porta ad esempio la ricercatrice - ci sta benissimo la mancata cena di Pinocchio: all'inizio delle sue avventure, il burattino è già riuscito a far incarcerare il padre e ha steso con una martellata il grillo parlante che cercava di avvisarlo contro la pigrizia e la mancanza di amore filiale. Solo nella povera casetta di Geppetto, comincia a sentir fame ma, come nel banchetto di Alice, il cibo in casa di Geppetto è assente, oppure immangiabile, e 'anarchico'. E così, quella che sembrava essere una pentola che bolle allegramente su un focolare acceso risulta essere un disegno dipinto sul muro del camino spento, e un uovo miracolosamente integro trovato su una pila di spazzatura, una volta rotto per cuocerlo produce, invece di un tuorlo, un uccellino che ringrazia Pinocchio di averlo liberato e vola via. Durante tutte le sue avventure, il cibo elude Pinocchio, specialmente quando ha fame, e anche quando sarebbe a portata, come nel caso della cena all'Osteria del Gambero Rosso col Gatto e la Volpe, Pinocchio non mangia perché è troppo preso a fantasticare sul Campo dei Miracoli".

Parallelamente all'indagine letteraria condurrà ricerche d'archivio su testi non-narrativi, come manuali e riviste di cucina e di puericultura, e registri di ospedali infantili e collegi per identificare discorsi medici e culturali relativi alla mal/nutrizione infantile. Da un primo passo in questa direzione ha già fatto alcune scoperte interessanti, come il 'beef tea' che veniva somministrato per dare vigore ai giovani pazienti del Great Ormond Street Hospital di Londra.

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